TeLoDicoATavola

Il podcast dedicato alle eccellenze enogastronomiche e alla storia del territorio visitato dal team di Roberto Barucco Editoria & Comunicazione

 

Già disponibile l’episodio speciale  “Food&Wine Garage” a Raffa di Puegnago

Guarda ora l'episodio speciale "Rezzato: Festa di sapori sul Colle di San Pietro"

Di cosa tratta TeLoDicoATavola?

Sono di volta in volta invitati a partecipare al podcast i vari soggetti parte della realtà locale, dal Comune alla Proloco e alle associazioni, storici locali, parroci, oltre all’Agritur o Ristorante che andremo a scoprire insieme, parlando di bellezze a volte sconosciute.

 Una trasmissione che non si limiterà solo alla provincia di Brescia.

"TeLoDicoATavola" ha visitato...

LA MAESTRA”, UNA STORIA DI PASSIONE E TRADIZIONE
IN HOTEL (E A TAVOLA) NELLE MARCHE

Leggi subito l’articolo!

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I nostri partner

LA RICETTA BRESCIANA “BACCALÀ”:
RISUONA IN CUCINA L’INNO AI SAPORI D’UN TEMPO
Quello del baccalà in umido è uno dei sapori che raccontano Brescia e la brescianità, nonostante il fatto che la materia prima non sia certo del nostro territorio. 
 
Eppure proprio il baccalà rivela molto del passato contadino della Leonessa, fatto di instancabili lavoratori e persone che non potevano certo permettersi grandi acquisti: per questo motivo un piatto di riguardo era l’economico baccalà, ovvero merluzzo conservato sotto sale o l’altrettanto saporito stoccafisso e cioè il merluzzo essiccato. 
 
Per renderli cucinabili tuttavia i procedimenti erano lunghi. Il baccalà andava tenuto in acqua per almeno cinque giorni e l’acqua cambiata una volta ogni 12 ore. Lo stoccafisso invece andava “battuto” con una mazza e poi lasciato a bagno alcuni giorni. 
 
Oggi siamo più fortunati, perché pescherie e supermercati eseguono questi lunghi e complicati passaggi per noi.
 
Principe indiscusso dei banchi del mercato, in cui il merluzzo conservato si declina nel “bertagnì” fritto o cotto in pastella,  è anche il protagonista dei grandi piatti cucinati dalle nostre nonne e dalle nostre mamme nelle loro cucine linde e amorevolmente curate. 
 
La sua bontà, complice l’amore messo dalle donne di famiglia nel prepararlo, è ineguagliabile. Nessun piatto ha un sapore simile a quello del baccalà fatto in casa, semplicemente in umido.

COME SI CUCINA

Cominciamo la nostra preparazione dal baccalà pronto per essere cucinato e del peso di circa 600 grammi per tre o quattro persone. 
 
Va fatto bollire la sera prima per circa un’ora e lasciato raffreddare fino al mattino dopo, quando verrà accuratamente asciugato, fatto a pezzi lunghi circa tre centimetri e larghi due e infine infarinato. 
 
Sempre la sera precedente 250 grammi di cipolle bianche saranno da mettere in una bacinella con acqua fresca e il mattino tagliate a tocchetti non troppo sottili.
 
A questo punto ci servirà una pentola bassa e capiente dove mettere burro possibilmente nostrano e un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva bresciano: non importa se esso sia del Garda, del Sebino, della Valcamonica o della Franciacorta, purché sia targato BS. 
 
Una volta scaldati i grassi vegetali le cipolle andranno stufate a fuoco lentissimo per almeno dieci minuti. A quel punto aggiungeremo i tocchetti di baccalà e un litro di latte, mantenendo il fuoco dolce e continuando a rimestare per 45 minuti, facendo attenzione a non rompere il pesce. 
 
A rendere il piatto più ricco saranno due cucchiai di conserva di pomodoro, possibilmente fatta in casa (noi per comodità abbiamo usato quella in tubetto). 
 
Controllate il sale e aggiungetelo solo se serve. A fine cottura quella che porterete in tavola sarà una vera e propria delizia dal sapore antico. 
 
Il consiglio è di abbinare il baccalà stufato a una fumante polenta cucinata con farine bresciane. 
IL VINO

Un rosso, vivace, non troppo corposo per non coprire il gusto del manicaretto fumante appena impiattato. Se arriva da Cellatica, magari un Riserva della Cooperativa Vitivinicola di Cellatica – Gussago, o il nuovo “D’Amur”, gli sponsali tra baccalà e polenta saranno coronati da grande successo.